DI CHE SI TRATTA IL BLOG DEI GIOVANI GUANELLIANI E' LA BACHECA DOVE COMUNICARE NOTIZIE E AVVISI, DOVE DIBATTERE TEMI COMUNI E RIMANERE LEGATI AD UN SANTO CHE ABBIAMO CONOSCIUTO: DON LUIGI GUANELLA
In questo giorno celebriamo la Solennità di Maria, Madre della Divina Provvidenza. I Guanelliani venerano la Madonna con questo titolo perchè così ce l’ha indicata Don Guanella, come Patrona delle nostre attività svolte con fiducia nella Provvidenza Divina.
In questo stesso giorno la Commissione Medica Vaticana decidera’ sulla miracolosa guarigione di un giovane di Filadelfia attribuita all’intercessione di Don Guanella. E’ grande la nostra fiducia di invocarlo come San Luigi Guanella il prossimo anno quando celebreremo la sua festa il 24 Ottobre.
Un bicchiere d'acqua toglie la sensazione di fame durante la notte per quasi 100 % delle persone in dieta. È quanto dimostra uno studio dell'università di Washington La mancanza d'acqua è il fattore n° 1 della causa della fatica durante il giorno. Studi preliminari indicano che da 8 a 10 bicchieri d'acqua al giorno potrebbero alleviare significativamente i dolori di schiena e nelle giunture nell'80 % delle persone che soffrono di questi mali. Una semplice riduzione del 2% di acqua nel corpo umano può provocare incoerenza nella memoria a breve termine, problemi con la matematica e difficoltà nel focalizzare lo schermo del computer o una pagina stampata. Bere 5 bicchieri d'acqua al giorno diminuisce il rischio di cancro al colon del 45 %, può diminuire il rischio di cancro al seno del 79 % e del 50 % la probabilità che si sviluppi nella vescica. Tu stai bevendo la quantità di acqua ????? Dovresti tutti i giorni!!!!!
COCA COLA
In molti stati degli USA le pattuglie ferroviarie caricano due galloni di Coca Cola nel portabagagli per usarli nella rimozione di sangue sulla strada dopo un incidente. Se si mette un osso in un contenitore con Coca Cola l'osso di dissolverà in 2 giorni. Per pulire il Water: versarvi una lattina di Coca Cola e lasciar "riposare" un'ora poi tirare l'acqua. L'acido citrico della Coca Cola rimuove le macchie nelle stoviglie. Per togliere macchie di ruggine dal paraurti cromato delle auto strofinare il paraurti con un pezzo di foglio di alluminio, (quello che si usa per incartare gli alimenti), bagnato con la Coca Cola. Per ripulire oggetti corrosi da perdite di batterie di automobili versarvi sopra una lattina di Coca Cola e lasciarla sulla corrosione. Per poter togliere una vite corrosa applicarci sopra uno straccio bagnato di Coca Cola e lasciarlo per qualche minuto. Per togliere macchie di grasso dai vestiti versare una lattina di Coca Cola nella lavatrice con i panni sporchi di grasso, aggiungere il detersivo. La Coca Cola aiuterà a togliere le macchie di grasso. La Coca Cola aiuta anche a pulire il parabrezza delle automobili.
Per nostra informazione: L'ingrediente attivo nella Coca Cola è l'acido fosforico. Il suo PH è 2,8 e dissolve un'unghia in 4 giorni circa. L'acido fosforico inoltre ruba il calcio delle ossa ed è il maggior contribuente all'aumento dell'osteoporosi. Alcuni anni fa si fece una ricerca in Germania per ricercare il perché dell'apparizione dell'osteoporosi nei bambini a partire dai 10 anni (pre adolescenti). Risultato: eccesso di Coca Cola, per mancanza di controllo dei genitori. I camion che trasportano la Coca Cola vengono identificati con la scritta MATERIALE PERICOLOSO che è riservata per il trasporto di materiali altamente corrosivi. I distributori di Coca Cola usano la Coca Cola per pulire i motori dei loro camion da almeno 20 anni. Ancora un particolare: La Coca Light è stata considerata sempre più per i medici e i ricercatori come una bomba ad effetto ritardato per colpa della combinazione Coca + Aspartame, sospettata di essere la causa del Lupus e dei dolori degenerativi del sistema nervoso. E per finire, mia cognata che fa l'assistente ad un dentista, consiglia di NON lavarsi mai i denti dopo aver bevuto la Coca Cola perché toglie tutto lo smalto, e lo toglie per sempre!
LA DOMANDA E': "Vorresti un bicchiere d'acqua o uno di Coca Cola?"
Il “caso Marrazzo”, dopo il “caso Boffo” e le vicende legate al presidente Berlusconi, ha riproposto con forza all’attenzione dell’opinione pubblica la gravità della “questione morale” in Italia.
Per i mass-media la rilevanza dello scandalo Marrazzo non deriva dal fatto che l’ex presidente della Regione Lazio fosse un frequentatore abituale di transessuali, ma dall’estorsione. Nella vita privata infatti, secondo i mezzi di comunicazione, ognuno è libero di comportarsi a proprio piacere...
Il caso Marrazzo è esemplare. Nessun commentatore ha osato pronunciare un giudizio sul comportamento dell’ex presidente della Regione dal punto di vista della morale... Purché non vi sia reato tutto è permesso...
HOLYween:
santi contro mostri
In 7 città italiane centinaia di giovani per le strade a mostrare il volto bello di Ognissanti
Lo slogan parla chiaro: i Santi si riprendono la loro festa e, per rendere ancora più evidente che l’antica tradizione non ha nulla da temere dalle mode del momento, volti di santi saranno appesi sui balconi e le finestre delle loro città. Sì, quando vedrete un lume alla finestra, tirate il naso all’insù e vedrete la faccia sorridente di un santo italiano, preferibilmente giovane. «La parte più bella dell’Italia - spiega don Andrea Brugnoli, ideatore dell’idea. - Non vogliamo andare contro nessuno, ma semplicemente riempire le città non di mostri, ma di volti belli, quelli dei santi, appunto». In una notte popolata da streghe e facce da zombi, i santi faranno capolino sulle piazze.
In queste sei città della Penisola, le giovani “sentinelle del mattino” (così si autodefiniscono i giovani di questa e di altre iniziative di strada), vivranno una serata chiamata “Una luce nella notte”. Si tratta di aprire una chiesa di notte e di invitare i giovani ad un incontro specialissimo. Questo format è stato ripetuto già più di 350 volte in 50 città italiane, ma la notte di holyween sarà unica. La chiesa rimarrà aperta ovunque dalle 22 alle 2 di notte e all’interno non rimarrà vuota. Finora sono centinaia di migliaia i giovani che vi sono entrati nelle precedenti edizioni, lasciando stupita la stampa e le televisioni che, incuriosite dal fenomeno, ne hanno documentato il flusso continuo.
In una Paese, come il nostro in cui un consistente 35% dei cattolici va a Messa ogni settimana (dati Doxa ottobre 2009), holyween rappresenta una singolare sfida. Nel sito web www.sentinelledelmattino.org si possono anche scaricare i volti dei santi da stampare. Lo scorso anno vinse Madre Teresa, seguita da Padre Pio. Quest’anno - ci dicono - vincerà Giovanni Paolo II. Non è santo, ma per le sentinelle è il loro campione.
Halloween e zucche vuote di Antonio Fasol
Ma da dove viene in realtà Halloween? Diciamo subito che il nome è già una sorta di malcelato acronimo inglese di “Ognissanti”; si tratta poi di una arcaica - e in parte mitizzata - tradizione celtica, veicolata successivamente da tradizioni irlandesi e americane, che univa il passaggio agricolo al nuovo anno con la festa religiosa-popolare del dio Samhain, divinità che nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre consentiva il passaggio di spiriti malefici dal mondo dei morti a quello dei vivi. In tale occasione gli antichi druidi, travestiti con teste di animali, compivano gesti propiziatori in cambio di offerte che, se rifiutate, ricambiavano con puntuali maledizioni! Per scacciare i medesimi spiriti, pare che fuori dalle case venissero appese zucche e lampade.
Nell’attuale cultura, in stile tipicamente new age e rigorosamente a-confesionale, dove impera la logica della festa per la festa, a prescindere dai contenuti da celebrare, si spiega il facile e veloce successo della penetrazione sociale di Halloween, emblema e icona del vuoto, delle zucche ma specialmente delle teste che in esse si perdono.
In definitiva, quindi, la differenza tra Halloween e Ognissanti è sostanziale, sia come contenuto – per la prima pressoché inesistente – sia come rappresentazione temporale: per la prima, infatti, il tempo è ciclico e costituito da stagioni che ritornano uguali, mentre per la seconda, il tempo cristiano è lineare e caratterizzato dalla tensione tra nascita e parusìa di Cristo, sia pur nella ciclicità liturgica.
Da un periodico locale, l'Eco di Bonaria, ecco l'articoletto:
E’ stata ribattezzata la Kill Pill perché si è resa responsabile della morte di almeno 17 giovani donne che l’hanno assunta considerandola una normale pillola che provoca l’aborto.
Si tratta della Ru486 che una poco conosciuta manovra del ministero della salute del precedente governo, nel febbraio del 2008, ha reso possibile introdurre in Italia in barba ai pericoli per la vita delle donne che decidono di assumerla. Ed è notizia di queste settimane che a breve la commercializzazione e il consumo di tale pillola verrà consentito anche in Italia .
La Ru486 provoca, una volta assunta, la morte dell’embrione o del bambino in fase fetale, nei giorni immediatamente successivi all’assunzione. E richiede subito dopo l’assunzione di una seconda pillola per provocare l’espulsione del bimbo abortito.
Il protocollo prevede infatti che il primo giorno le donne assumano la prima pillola, la Ru 486 vera e propria (contenente Mifepristone responsabile per alcune donne di choc tossico spesso mortale), che uccide l’embrione nel ventre della madre. Dopo 48 ore c’è un secondo farmaco, il Misoprostol, che induce le contrazioni e provoca l’espulsione dell’embrione. Dopo due settimane c’è la visita di controllo per verificare che l’aborto sia avvenuto completamente e l’utero si sia svuotato.
E’ allo studio del ministero - visto che la macchina per l’introduzione di tale farmaco è partita e per il momento non si può fermare - l’elaborazione di un protocollo severissimo che non permetta gli esiti letali possibili di questo nuovo modo di abortire tanto caro a certi medici stanchi di praticare aborti chirurgici. Rimane sempre però il pericolo della ulteriore banalizzazione dell’aborto che, se affidato all’assunzione di due pillole, sembrerebbe più semplice; ma occorre sapere che è invece un procedimento che richiede almeno tre giorni per essere portato a termine, senza contare i controlli successivi per evitare complicazioni.
Una della prime vittime della Ru486 è stata Holly Patterson, una ragazza californiana di 18 anni. Ecco come è stata descritta la sua tragica vicenda da Assuntina Morresi e Eugenia Roccella, autrici del pamphlet “La favola dell’aborto facile – miti e realtà della pillola Ru486” ed. Franco Angeli:
Nell'agosto del 2003 la diciassettenne Holly Patterson scopre di essere incinta. Vive in un sobborgo di San Francisco insieme a suo padre, separato. Holly è una ragazza molto bella, bionda, con gli occhi azzurri e un sorriso luminoso; è piena di vita, innamorata del suo ragazzo, Ehsan, Holly decide subito di non volere quel bambino, ma non lo dice a nessuno, tranne che a Ehsan. Il 29 Agosto Holly compie diciotto anni, e il 10 settembre va in una clinica della Planned parenthood, dove prende il mifepristone. Le consegnano le due dosi di misoprostol da inserire vaginalmente ventiquattro ore dopo, a casa, e un analgesico a base di codeina. "Ci dissero che le probabilità di morte erano una su un milione", ricorda Ehsan. Tre giorni dopo Holly chiama in clinica, lamentando forti crampi: le prescrivono analgesici. Il giorno dopo il padre la trova a piangere sul pavimento del bagno. Ha pesanti perdite di sangue e non riesce a camminare, ma, sottovalutando la gravita del proprio stato, racconta al padre che sono mestruazioni dolorose. Richiama la Planned Parenthood, che le da appuntamento per l'indomani, però le consiglia di recarsi direttamente in ospedale se i dolori persistono. Il 14 Holly si reca al Valley Care Medical Center a Pleasanton. La visita un medico a cui dice di aver abortito, e il dottore la rimanda a casa con altri analgesici. Le condizioni di Holly peggiorano sempre più, finché, all'una del mattino del 17 settembre, lei stessa richiama la Planned Parenthood per chiedere se è possibile prendere altri analgesici, visto che aveva vomitato l'ultima dose. Le rispondono di andare all'appuntamento già prenotato nel pomeriggio. Holly sta molto male: ha nausea, vomito, non si regge in piedi. Alle quattro di mattina Ehsan la porta in ospedale, al reparto d'emergenza. Holly viene subito ricoverata in terapia intensiva. E' in stato di shock settico. La sua famiglia viene mandata a chiamare, e per la prima volta i Patterson vengono a sapere della gravidanza e dell'aborto della figlia. Holly muore venti minuti prima dell'appuntamento stabilito alla Planned Parenthood, mentre sua madre Debbie è ancora in aeroporto, appena scesa dall'aereo preso in fretta e furia. Le autorità sanitarie stabiliranno che Holly è morta dì shock settico per infezione da Clostridium Sordellii. Il padre non si rassegna, e ingaggia una lotta eroica e solitaria contro la pillola che ha ucciso la figlia: è soltanto grazie alle denunce e all'ostinazione di Monry Patterson che la stampa comincia a occuparsi delle morti da Ru486. (www.SaFe.it) (A.Morres, E. Roccella)
Vista la pericolosità della Kill Pill - che non è una medicina perché la gravidanza non è una malattia - è auspicabile che almeno se ne conosca la pericolosità per sapere a cosa si va incontro se si decide di assumerla.
Nel cuore di Roma, lungo le sue strade cariche di arte e di storia, si snoderà il doppio percorso della seconda edizione de LA CORSA DEI SANTI - abbinata alla nuova campagna solidale Libera un bambino soldato - che prenderà il via da Piazza Pio XII, a ridosso di Piazza San Pietro, la mattina del prossimo primo novembre, e lì si concluderà su un traguardo posto al centro di una scenografia incomparabile: il colonnato del Bernini e la Basilica Vaticana.
A partire da quest’anno LA CORSA DEI SANTI prova a diventare la FESTA DELLO SPORT EDUCATIVO, richiamando attorno a sé l’attenzione delle realtà sportive salesiane e diocesane di Roma e dell’Italia.
Madrina della manifestazione, e di questo ringraziamo il Corpo Forestale dello Stato, sarà Stefania Belmondo, indimenticata campionessa dello sci italiano, e alla corsa competitiva parteciperanno atleti importanti classificati nel ranking nazionale e internazionale provenienti da ogni parte del mondo.
“L’80 dei ragazzi che incontriamo anche nei quartieri ‘in’ vivono le emergenze esistenziali e spirituali che li accomunano ai giovani più poveri: dipendenze da sostanze, dal sesso, disagio familiare, alcolismo. Tutti questi giovani ci dicono che il mondo rischia di morire per mancanza di amore e noi sappiamo che solo Colui che è amore può salvare il mondo”: lo ha detto oggi ad Assisi, illustrando la realtà della “Comunità Nuovi Orizzonti” da lei fondata, Chiara Amirante, parlando ai religiosi e religiose riuniti per riflettere sulle opere sociali di istituti e congregazioni. “I ragazzi delle discoteche, quelli che si drogano, le ragazze che hanno subito abusi nella sessualità, che incontriamo in Italia e all’estero, quando sentono parlare di Gesù e ne colgono la carica di amore, spesso si sciolgono in pianto e si convertono. Le lacrime che abbiamo raccolto in questi anni sono un tesoro prezioso che ci parla e dobbiamo inventarle tutte per far sì che l’amore di Dio arrivi tra queste persone sfregiate nella profondità della loro dignità”. “Nuovi Orizzonti” ha dato vita a circa 140 case e centri di accoglienza e a una novantina di centri di servizio. L’annuncio ai giovani, ai disadattati, ai vagabondi, ai tossicodipendenti avviene per strada o nelle discoteche.
In questo agile volume viene ricostruito in maniera puntigliosa e inequivocabile, l'ennesimo caso di disinformazione che nel marzo del 2009, nel corso del suo primo viaggio in Africa, ha coinvolto Benedetto XVI. Al centro delle polemiche il condom e l'Aids. Nella prima parte la ricostruzione della cronaca di come e perché le parole del Papa sono state prima inascoltate e poi travisate. Nella seconda parte, gli studi scientifici che attraverso i dati pubblicati nella letteratura medica internazionale mostrano che il profilattico non solo non è la soluzione dei mali del continente africano, ma addirittura che la distribuzione a pioggia di preservativi porta a condotte che aggravano ancora di più il problema.